Poesia, Recensioni
Leave a comment

L’altro, lo stesso. (Jorge Luis Borges) – La carnalità della poesia

l'altro, lo stesso borges

Leggere Borges. Ho sempre cercato di dare un significato a quest’azione. Spesse volte mi sono chiesto perché. Sì, in realtà, data la grandezza immensa di questo scrittore, non avrei dovuto farlo ma darla per scontato. Eppure se c’è una cosa che ho imparato in anni di letture è proprio la necessità di mettere da parte l’ovvietà per esercitare perennemente il dubbio.

Fra le sue parole ci sono arrivato tardi, lo ammetto. Ho preferito immergermi in altri autori, piuttosto che intraprenderne subito il viaggio. Chissà, forse è stato in quel breve interregno di domande e pensieri, che è maturata l’idea di prendere L’altro, lo stesso, di sentirne l’odore antico delle sue pagine, di apprezzarne la leggerissima e meravigliosa sensazione di limpidezza della sua copertina.

Non vi parlerò di ogni poesia che vi è contenuta, sarebbe impossibile. Soprattutto non voglio togliervi il piacere di conoscerle da soli perché soltanto così potrete capire la forza sovrumana che si nasconde nei suoi versi. Una sensazione che si prova pochissime volte e solo con alcuni grandi libri (l’Odissea, la Divina Commedia, i Canti leopardiani per citare i primi che mi vengono in mente).

Gli inverni lontanissimi del Nord Europa e dei suo cavalieri medievali, la passione per la letteratura anglosassone, per i classici greci e latini, per la propria terra e la sensualità emanata dalle danze forsennate del tango, da chi ha sacrificato la sua vita affinché quei territori tante volte maltrattati da lotte, soprusi e dittature, riassaporassero le sfumature della libertà.

“Che importa il tempo che seguì se in lui vi è stata un’estasi, una pienezza, una sera”, (p. 49), afferma il poeta in una delle poesie più belle della raccolta, Pagina per ricordare il colonnello Suárez, vincitore a Junin. Simboli di un testo che non è opera di un semplice scrittore, ma di un uomo che ha fatto delle sue parole un piccolo mezzo per avvicinarsi alla divina bellezza dell’Universo.

Editore: Adelphi – Curatore: Tommaso Scarano – Collana: Biblioteca Adelphi – Anno edizione: 2002 – In commercio dal: 20 novembre 2002 – Pagine: 263 pp. – Prezzo: 19 euro

Vot.: 10/10

Poesie consigliate: Due poesie inglesi, Poesia congetturale, Un poeta del tredicesimo secolo, Altra poesia dei doni.

Un ascolto/un’opera d’arte: Astor Piazzolla, Oblivion (1984); Francisco Goya, La fucilazione del 3 maggio 1808 (1814).

© Riproduzione riservata TheBookmark.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.