Narrativa italiana, Recensioni
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“L’isola dell’abbandono”, Chiara Gamberale

L'isola dell'abbandono

Recensione del romanzo “L’isola dell’abbandono” di Chiara Gamberale edito da Feltrinelli, un libro per imparare ad accettare le grandi trasformazioni della vita

“L’isola dell’abbandono” è un romanzo che mi ha fortemente scosso. Come ho riferito a Chiara Gamberale durante il nostro incontro – di cui potete leggere qui l’articolo – non sono riuscita a dormire poche ore dopo aver terminato il libro. E sinceramente non mi era mai successo.

Penso che il motivo sia stato il realismo psicologico con cui sono caratterizzati tutti i suoi personaggi, ed in particolare l’inquietante Stefano. Ho definito con Chiara “L’isola dell’abbandono” come un’onda di pensieri, emozioni, dolori in piena tempesta che travolge il lettore. Un libro molto autobiografico nato dall’urgenza da parte della scrittrice di elaborare dei vissuti dolorosi, e anche felici, che negli ultimi anni avevano completamente trasformato la sua vita.

La narrativa di questo romanzo è un fiume in piena di pensieri ed emozioni della protagonista Arianna, diventata madre da poco di Emanuele, e genitore in parte single, con anche lei un vissuto doloroso legato all’abbandono.

Il mito dell’abbandono

Il romanzo si svolge sull’isola greca di Naxos, luogo in cui è ambientato il mito dell’abbandono di Arianna da parte di Teseo (da qui nasce l’espressione “piantare in asso”). Ed è proprio su quest’isola che tutto inizia e tutto termina per Arianna.

Già dalle prime pagine del romanzo sappiamo com’è la vita della protagonista nel suo presente. Si va così a scoprire pagina dopo pagina come questa donna coraggiosa sia riuscita ad affrontare le grandi trasformazioni che l’hanno portata ad essere la donna e la mamma che è diventata.

Tema centrale, già presente nel titolo è l”abbandono“, inteso non solo nella concezione di venir abbandonati, ma anche come lo strazio nell’abbandonare qualcuno o qualcosa, e la difficoltà nell’abbandonarsi alla vita. Arianna dovrà affrontare tre grandi trasformazioni nel suo percorso legate appunto all’abbandono: l’essere lasciata da Stefano – il suo grande amore -, imparare ad abbandonare un sentimento distruttivo, e accogliere nella sua vita la gioia di una maternità.

Ci vuole coraggio e costanza per accettare un cambiamento. Ed Arianna decide, attraverso una lettera all’Emanuele-che-verrà, di ripercorrere 10 anni della sua vita per poter comprendere ed elaborare i grandi dolori che l’hanno segnata. Facciamo così la conoscenza di Stefano, personaggio a mio parere molto inquietante per la sua veridicità. Un ragazzo distruttivo con se stesso e con gli altri, totalmente ignaro di chi sia, che porta Arianna a vivere in perenne ansia e fatica psicologica. E poi incontriamo Di, un uomo molto più equilibrato che vuole restare nella vita di Arianna, e proprio per questo la destabilizzerà.

La protagonista dovrà affrontare un lutto, un nuovo amore, e la nascita di una nuova vita. Per fare ciò avrà bisogno di conoscere a fondo se stessa e trovare il coraggio per accettare le grandi trasformazioni che la vita impone.

L’isola dell’abbandono” è un romanzo forte dove i sentimenti arrivano al lettore come frecce infuocate. Non si riesce a rimanere indifferenti alla scrittura di Chiara Gamberale, così vera e così penetrante. Un romanzo dedicato a chi resta, a chi ha il coraggio di esserci nonostante le difficoltà della vita.


L'isola dell'abbandono

Chiara Gamberale – L’isola dell’abbandono


Editore: Feltrinelli, i Narratori
Genere: Narrativa moderno contemporanea
Prima edizione: 2019
Formato: Brossura
Pagine: 224 pp.
Prezzo: 16,50 euro
Voto: 9/10

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