Mondo orientale, Rubrica
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Kitamura Tokoku e il Romanticismo giapponese

letteratura giapponese

La figura chiave di Kitamura Tokoku nella letteratura giapponese

Il periodo letterario che viene denominato “Romanticismo giapponese” è nato a fine periodo Meiji e va dal 1889 al 1904. L’esponente principale di questo movimento è Kitamura Tokoku.

All’inizio, ciò che interessava della letteratura occidentale era essenzialmente la trama. Ma i nuovi scrittori di questo periodo volevano assorbire l’essenza dei capolavori di narrativa Europea del XIX secolo e utilizzarne poi i concetti chiave per arricchire e approfondire la propria visione del mondo e della società. Cercavano, in poche parole, di adattare il classico romanzo occidentale del 1800 ad una visione più giapponese, inserendo temi cari alla tradizione nipponica e realtà tipiche solo all’arcipelago giapponese.

In particolare, durante il romanticismo giapponese, si voleva enfatizzare i concetti di individuo e di libertà, concetti che prima venivano ignorati. In più, in molti scrittori si avvicinarono al cristianesimo. Questo li portò alla scoperta del concetto di amore platonico e ad un’attenzione all’ “io ‘interiore”.

L‘amore spirituale, infatti, porta ad un distacco dalla società che permette di concentrasi meglio sulla propria interiorità, raggiungendo così una libertà profonda e più autentica.

Kitamura Tokoku

Il movimento del Romanticismo giapponese è sicuramente associato alla figura di Kitamura Tokoku (1868 – 1894). Come afferma il critico occidentale Francis Mathy

Tokoku è stato il primo scrittore Giapponese ad esplorare in maniera concreta la natura e le potenzialità dell'”io” e a cercare di integrare la filosofia dell’interiorità in una visione completa della vita

Originario di una famiglia di samurai, Kitamura iniziò il suo interesse per le politiche liberali fin da giovane. Prese parte al Movimento per la libertà e i diritti del popolo. Frequentò la Tōkyō Senmon Gakkō (l’attuale Waseda), ma a causa delle sue visioni radicali venne espulso. Abbandonò il Movimento per diventare scrittore. Fu inoltre battezzato nel 1888 poco prima di sposarsi con rito cristiano. Morì suicida nel 1894 all’età di 26 anni.

Kitamura Tokoku
Kitamura Tokoku

Le opere

Influenzato da autori come Byron, Kitamura Tokoku scrisse nel 1889 Soshū no shi (“Il racconto del prigioniero”), considerato il più lungo poema giapponese scritto in versi liberi fino a quel tempo. Fu ispirato dalla struttura dell’opera di Byron “The Prisoner of Chillon”. Questo poema descrive la vita in prigione di un uomo con la sua donna e i suoi compagni.

Sempre ispirandosi al poeta inglese, nel 1891, venne scritto Hōrai kyoku (Il canto del monte Horai). Come nel Manfred di Byron, anch’esso è scritto sotto forma di opera teatrale, anche se Tokoku non aveva intenzione di metterlo in scena. Un poema che combina bene l’immaginario poetico giapponese con un’ispirazione occidentale.

Death is nothing to be feared.
Only a sadness of momentary parting:
For one like me who has no worldly ties,
Death brings joy, as of a return.
(Non c’è nulla da temere nella morte,
E’ soltanto una separazione momentanea:
Per uno che come me non ha legami mondani,
La morte porta solo gioia, come di ritorno.)

Wa ga Rogoku (La mia prigione, 1892) rappresenta la fase presente della sua vita: da giovane aveva conosciuto la libertà, ma ora è circondato da prigionieri chiamati fama, potere, ricchezza e gloria.

Se qualcuno mi chiedesse di quale crimine io sia colpevole, non potrei rispondere: ma allo stesso tempo, io sono in prigione.

Come ultima opera di questo scrittore giapponese, troviamo “Ensei shika to josei” (1892, Il poeta misantropo e la donna). Qui il tema dell’amore è visto come un’esperienza miracolosa che dona umanità all’uomo. L’amore è una fonte di salvezza e di contatto intimo con la natura. La donna viene descritta secondo i canoni classici del Romanticismo occidentale: creatura divina, fonte sacra di bellezza.

Le tematiche di Kitamuta Tokoku

Emerge dalle opere dello scrittore giapponese un’esaltazione del messaggio cristiano, un atteggiamento spirituale pacifista in netto contrasto con le scelte politiche del Giappone dell’epoca. L’amore verso Dio percepito da Tokoku è un amore platonico che porta ad una libertà mai conosciuta, impossibile da raggiungere nella società.

Altro tema importante è l’affermazione di sé: il poeta ha il ruolo di salvare gli altri proponendo un sistema di valori universali. Nel Romanticismo giapponese la letteratura era considerata come crescita spirituale dell’individuo. Lo scrittore volge le spalle alla società per potersi rifugiare in una vita estetica e nella natura per poter scoprire in profondità il concetto di ‘”io”.


Bibliografia:

Laura Bienati, Letteratura giapponese vol. 2; dall’Ottocento all’inizio del Terzo Millennio (Einaudi, 2005);

Donald Keene, Dawn to the West: Japanese Literature of the Modern Era; Fiction (Holt Rinehart & Winston, April 1, 1984) ;

Kato Shuichi, Storia della letteratura giapponese volume 3; dall’Ottocento ai giorni nostri (Marsilio, 1996);

Appunti personali presi durante il corso di “Letteratura giapponese moderno-contemporanea” tenuto dalla Professoressa M. Vienna durante il percorso di laurea triennale in Lingua e Letteratura Giapponese presso la facoltà di Studi Orientali, La Sapienza Roma (anno del corso 2008-09)

© Riproduzione riservata TheBookmark.it

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