Narrativa italiana, Recensioni
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La vita agra (Luciano Bianciardi) – Scrivere è come lottare

“La politica, come tutti sanno, ha cessato da molto tempo di essere scienza del buon governo,
ed è diventata invece arte della conquista e della conservazione del potere.
Così la bontà di un uomo politico non si misura sul bene che egli riesce a fare agli altri,
ma sulla rapidità con cui arriva al vertice e sul tempo che vi si mantiene.
 E la lotta politica, cioè la lotta per la conquista e la conservazione del potere,
non è ormai più – apparenze a parte -, fra stato e stato,
 fra fazione e fazione, ma interna allo stato, interna alla fazione.” (p. 111).

Bianciardi scrisse “La vita agra” agli inizi degli anni ’60, quando l’Italia tentò di risollevarsi dopo aver raccolto le macerie della guerra. Un momento storico economicamente frenetico grazie ad un sviluppo industriale vivace e a una classe politica che, a suo modo, tentava esperimenti interessanti servendosi dell’aiuto di personalità illustri come quelle di Aldo Moro e Pietro Nenni (nel 1963 nacque, infatti, il cosiddetto primo governo di centro-sinistra, attraverso l’accordo fra DC e PSI).

Toscano, uomo coltissimo, dalla spiccata indole intellettuale indipendente, Bianciardi coglie nel libro ogni antinomia sociale e umana di quel tempo, raccontandoci la storia di un uomo (vera proiezione dello scrittore) che lascia la provincia per andare a Milano, città che sta attraversando una feroce esplosione capitalistica che la porrà al timone dell’economia italiana dell’epoca.

Lasciati moglie e figlio, quest’intellettuale corsaro,  ha in mente di far saltare un grattacielo per vendicare la morte di alcuni minatori in un incidente sul lavoro, causato dal mancato rispetto degli standard di sicurezza. Scisso fra questo suo proposito rivoluzionario e la voglia di affermare con convinzione le sue idee, riuscirà a non diventare egli stesso un ingranaggio della grande macchina consumistica contro la quale vuole battersi?

Pagine in cui si respira il caos di metropoli in espansione e i fumi dei grandi impianti industriali che avrebbero dato lustro al nostro Paese per anni, basti pensare al settore automobilistico. In questa situazione, Bianciardi cerca di trovare un briciolo di umanità attraverso un protagonista contraddittorio, nei cui occhi ancora brilla un barlume di limpida speranza e di riscatto.

Editore: Feltrinelli – Collana: Universale economica – Anno edizione: 2013 – Formato: Tascabile –In commercio dal: 8 maggio 2013 – Pagine: 199 pp., Brossura – Prezzo: 9 euro.

Vot.: 9/10.

Un ascolto/un’opera d’arte: Pink Floyd – Money (1973); Giuseppe Pellizza da Volpedo – Il quarto stato (1901).

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