Narrativa straniera, Recensioni
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Lord Jim (Joseph Conrad) – L’ombra di un’anima


“[…] Io sono disposto a credere che ciascuno di noi abbia un angelo custode,
purché voi ammettiate che ognuno ha anche un suo diavolo personale […]”.
p. 33.
 
“[…] Guardare il suo viso era come guardare un cielo che si abbuia prima di un rombo di tuono, con le ombre che impercettibilmente si accumulano,
e l’oscurità che misteriosamente si addensa nella quiete della violenza
che sta maturando.”
p. 65.
 
“«Lei solo si mostrò interessato a colui
che era sopravvissuto al racconto della propria storia […]”.
p. 285.

Marinaio, sognatore, romantico. Jim, giovane ufficiale inglese, bello, robusto, coraggioso, abbandona la propria nave, il Patna, in seguito ad un incidente. Dopo l’impatto con un oggetto non meglio identificato, all’equipaggio, infatti, sembra che stia per inabissarsi a breve.

L’imbarcazione non affonderà, ma i suoi uomini (compreso il nostro protagonista) l’abbandoneranno salvandosi su una scialuppa. Seguirà un processo a cui Jim non si sottrarrà. Ma da allora la colpa e la vergogna lo accompagneranno per tutta la vita.

Il libro è diviso in due parti: nella prima ritroviamo la descrizione di Jim e della vicenda processuale; nella seconda il momento del riscatto e la vita del marinaio a Patusan, località ispirata ai luoghi del Borneo orientale, il cui villaggio è colpito da lotte intestine per il potere.

Qui gli viene data la possibilità di ritrovare se stesso e di poter finalmente dimostrare il suo valore, conquistandosi il rispetto della popolazione. Tutto ciò però subirà un’ulteriore piega negativa e Jim, perennemente preda dei suoi fantasmi, finirà per liberarsene accettando la peggior sorte possibile.

Conrad scrive un libro oscuro, ripiegato sui sensi di colpa di un uomo troppo onesto per sopravvivere alle ipocrisie del mondo. Spietato, crudele e ingeneroso con i suoi figli più puri. E in questo caso, la perdita delle illusioni, non porta ad una crescita interiore.

Il dolore nel vedere i propri sogni svanire è atroce, si fa quasi cronico, tenuto a tempo dal battere costante di un cuore sincero ed ingenuo. In che modo possiamo davvero parlare di riscatto dopo aver subito le conseguenze di un destino beffardo? Ritrovare il coraggio, continuare a lottare?

Jim non ci riesce. Con buona volontà accetta di rimettersi in gioco ma l’anima è ferita, lo spirito abbattuto. Sì, forse non c’è luce in questo libro ma è comunque presente. Negli sforzi per redimere la colpa, quando la controluce amara dell’esistenza si diverte a farci scacco matto con un sorriso irridente.

Traduttore: Ettore Capriolo – Editore: Mondadori – Collana: Nuovi oscar classici – Anno edizione: 2003 – Formato: Tascabile – Pagine: 416, pp. – Prezzo: 9,50.

Vot.: 7,5/10.

Un ascolto/un’opera d’arte: Lucio Dalla – Com’è profondo il mare (1977); Hugo Pratt – La ballata del mare salato (1967).

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