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Antonio Lanzetta racconta “Le colpe della notte”

antonio lanzetta

Antonio Lanzetta, ospite della rassegna letteraria “Territori”, racconta ai lettori di Matera il suo ultimo romanzo “Le colpe della notte” edito da La corte Editore

Matera, 31 Maggio 2019

Mi sono sempre domandata cosa dovesse provare uno scrittore di thriller e di noir nel descrivere scene cruente, morte e omicidi. Ci prova gusto? Mette su carta desideri repressi e nascosti? O è semplicemente uno psico-sociopatico?Incontrando Antonio Lanzetta ho avuto le risposte che cercavo. Ovvero, scrivere è un’arte, dove bisogna studiare, informarsi e cercare il più possibile d’entrare nei personaggi creati, specialmente per il genere thriller. Quindi no, Antonio Lanzetta non è un pazzo psicopatico che gode nel raccontare di morte, cadaveri e immagini horror. E’ però un vero scrittore, di quelli che riescono a rapirti pagina dopo pagina e farti percepire a pieno l’atmosfera da lui raccontata.

antonio lanzetta
Sergio Gallo dialoga con Antonio Lanzetta

Antonio Lanzetta ha presentato il suo ultimo romanzo “Le colpe della notte” per la rassegna letteraria “Territori” organizzata da Isabella D’Alessandro e Gianpaolo Colucci presso la meravigliosa location di BurroSalato. Ad intervistarlo il magistrale Sergio Gallo. Notizia fresca del giorno è che Antonio è tra i semifinalisti del Premio NebbiaGialla 2019 proprio con “Le colpe della notte”, l’ultimo romanzo della trilogia iniziata con “Il buio dentro” .

“Le colpe della notte”

Protagonisti sono dei ragazzi che ricordano con il loro percorso i personaggi di IT di Stephen King. Ad Antonio non dispiace esser paragonato al Re dell’horror. Ma considera questi accostamenti più come delle coordinare per i lettori per orientasi meglio tra le varie proposte di lettura che un obbligo dove catalogarsi. Ed infatti nel suo romanzo troviamo non solo classici aspetti del noir e del thriller, ma anche una buona dose di narrativa pura.

le colpe della notte

In “Le colpe della notte” ritroviamo i personaggi conosciuti nei volumi precedenti. Antonio, infatti, aveva desiderio di veder crescere ed invecchiare con Damiano Stefano e Flavio. In questo romanzo il protagonista è Cristian, un giovane arrabbiato con il mondo, il quale dopo una lite con i genitori, trova i corpi di questi ultimi in un lago di sangue con la pistola d’ordinanza stretta tra le dita di suo padre. Omicidio – suicidio? Cristian viene così mandato a Castellaccio dove conoscerà il Dottor Flavio e Damiano – lo Sciacallo. Si troverà così immerso nel mistero che avvolge una terribile scompara avvenuta lì anni prima. Ma non solo. Il protagonista cercherà di mettere insieme i pezzi della sua vita, conoscerà sentimenti forti come l’amicizia, il dolore e la paura.

Incrociò gli occhi morti della madre ed ebbe un brivido. Nelle iridi verdi sembravano intrappolate migliaia di domande. Cose non dette che il tempo non avrebbe più potuto aggiustare. Poteva coglierle tutte, Cristian. Afferrarle come granelli di polvere in un fascio di luce.

Esorcizzare il male

Il romanzo, come fa notare Sergio Gallo, è pieno di deformità fisiche dei vari personaggi. “Sono caricature della nostra realtà“, spiega Lanzetta, grande appassionato del romanzo gotico americano. “Le imperfezioni sono sincere e non esiste miglior modo di raccontare la natura umana se non attraverso i suoi difetti.”

Antonio Lanzetta ritiene che con i libri si possa esorcizzare il male. Dopotutto il male esiste in varie forme e l’essere umano ne è attratto. Per poter descrivere determinate scene è necessario informarsi. Così lui stesso chiede spesso la consulenza ad un anatomopatologo – suo cugino – per poter essere il quanto più possibile reale in ciò che scrive. Eppure nel libro si respira un grosso rispetto per il lettore, come lo definisce l’autore stesso. Ovvero le immagini più cruente vengono sì raccontate, ma senza disgustare. E’ come se fossero sempre percepibili, senza essere troppo tangibili. “Non c’è nulla di speciale nel raccontare la morte in sé. Si può arrivare in molti modi alla risoluzione di un caso. Ma non esiste nulla di più bello di raccontare la vita per contrapporla alla morte”.

Lavorare con le parole è un mestiere stupendo. L’autore deve essere un bravo attore affinché i personaggi siano reali. Per fare questo non c’è miglior cosa che indossare i loro panni
(Antonio Lanzetta)
antonio lanzetta

Ultimamente ho avuto la fortuna di conoscere e dialogare con molti scrittori. Devo dire che Antonio Lanzetta è sicuramente tra i più umili. Una persona, insieme alla sua splendida compagna, veramente piacevole. E’ stato bello confrontarsi, raccontarsi, condividere risate ed episodi di vita. “Le colpe della notte” è un romanzo che mi ha rapito fin dalla prima pagina. E l’autore è sicuramente tra gli scrittori italiani del genere più talentuosi. Aspetto con ansia il suo nuovo progetto che, son sicura, sarà un libro da leggere tutto ad un fiato!


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Antonio Lanzetta

È uno scrittore salernitano che, dopo aver iniziato la sua carriera come autore di romanzi fantasy/young adult, vira verso il thriller, prima con il racconto breve Nella Pioggia, finalista del premio Gran Giallo di Cattolica, e poi con Il Buio Dentro, romanzo che gli permette di valicare i confini nazionali, venendo tradotto da Bragelonne, una delle più prestigiose case editrici d’oltralpe, in Francia, Canada e Belgio.
Il Buio Dentro viene anche citato dal Sunday Times come uno dei cinque thriller non inglesi migliori del 2017. Da quest’autunno, Lanzetta è anche opinionista di cronaca nera per la Vita in diretta su Rai Uno.

Se vuoi conoscere meglio Antonio Lanzetta clicca qui

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