Narrativa straniera, Recensioni
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Appartamento 401, Shūichi Yoshida

appartamento 401

Recensione del romanzo “Appartamento 401” di Shuichi Yoshida edito da Feltrinelli. Tutte le contraddizioni, difficoltà di relazione e paure della società giapponese in pochi metri quadrati.

La società giapponese è una realtà complessa, spesso ingabbiata in regole rigide, formalismi e apparenza. In particolare i rapporti umani – specialmente per noi italiani – sono difficili e non sempre spontanei. Per questo ho trovato in “Appartamento 401” di Shuichi Yoshida molto del Giappone che ho conosciuto quando ho vissuto lì.

E’ un romanzo molto introspettivo con una scrittura e un quadro delle situazioni sempre un po’ offuscato. Si arriva a fine romanzo con il dubbio che tutto ciò che è stato letto nelle pagine precedenti non sia stato compreso a pieno. La narrativa giapponese è sempre stata meno diretta di quella occidentale proprio perché la cultura giapponese è una cultura basata più sulle sensazioni e sul non detto. Infatti i giapponesi, nelle loro relazioni, non sono mai diretti, non dicono mai apertamente cosa provano e cosa pensano. Aleggia un alone di mistero e di leggera incomprensione che ritroviamo anche nel romanzo.

“Appartamento 401” racconta finalmente questo grosso problema che da anni affligge la società giapponese: la rigidità e le difficoltà nei rapporti umani. Attraverso la vita di Ryosuke, Kotomi, Mirai, Satoru e Naoki, il lettori si immerge nella vita giapponese assaporandone l’amarezza di una società severa.

5 vite a confronto

Il romanzo non ha una vera e propria trama: narra la vita di cinque ragazzi giapponesi che si trovano a condividere un piccolo appartamento, l’appartamento 401 per l’appunto, a Tokyo. Ragazzi giovani, sperduti, impauriti da ciò che la vita ha in serbo per loro. Ogni capitolo racconta il punto di vista di ogni coinquilino e le difficoltà a relazionarsi con gli altri e con la loro stessa vita. Un romanzo sulla condizione della vita umana.

Difficoltà ad amare, ad accettarsi, la paura di fallire, la fatica a confrontarsi con gli altri. Questi sono solo alcuni dei problemi che i ragazzi si trovano ad affrontare fuori dall’osasi protetta dell’appartamento 401. Sembra che ognuno di loro sia alla continua ricerca di sé stesso e della sua posizione nella società. Non ci si può permettere di indugiare o di fallire: tutto deve seguire le regole imposte. E a trasgredire questa rigidità mentale ci pensa la vita stessa, con i suoi imprevisti ed ostacoli ponendo così il protagonista alla deriva.

Ammetto che nel libro vengono presentare delle situazioni che per noi italiani sarebbero facilmente risolvibili con un buon dialogo. Ma per la società giapponese esiste un codice di comportamento diverso e la propria opinione non può essere espressa apertamente. Il romanzo di Yoshida è riuscito a trasmettere nel lettore l’inquietudine e il senso di smarrimento dei protagonisti.

Non lo catalogherei però tra i gialli e thriller come invece risulta nel catalogo Feltrinelli, in quanto è decisamente più un romanzo di introspezione. Il mistero è in poche pagine e in percentuale decisamente inferiore rispetto al resto. E’ un romanzo che vi farà pensare molto sulla vita umana e sulle sue difficoltà.


appartamento 401

Yoshida Shuichi – Appartamento 401

Titolo originale: PARADE
Editore: Feltrinelli
Genere: Narrativa moderno contemporanea
Prima edizione: 2002
Prima edizione italiana: 2019
Formato: Brossura
Pagine: 240 pp.,
Traduttore: Gala Maria Follaco
Prezzo: 16,00 euro
Voto: 7.5/10

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