Narrativa straniera, Recensioni
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Tra loro (Richard Ford) – Lo sguardo di un figlio

“[…] ciò che conta è quello che succede, più di ciò che la gente, e persino tu,
pensate di quello che succede prima o dopo.
L’unica cosa che conta, quasi sempre, è quello che facciamo.”, p. 102.

“Un altro tipo di vita normale insieme.”, p. 119.

La mano che di notte ti accarezza quando stai per addormentarti; quella che ti tiene forte prima di lasciarti andare perché devi entrare a scuola; il palmo che tasta la tua fronte per capire se hai la febbre o meno; il gesto formale e umano all’arrivo di una ricorrenza importante, associato ad un bacio o a un abbraccio intenso.

Azioni che solo i genitori sanno fare fin da quando incroci il loro sguardo nella piccola culla in cui ti hanno messo dopo che sei nato. Due figure diverse l’una dall’altra, ma in grado di aver creato un essere a loro immagine e somiglianza.

Un padre e una madre

“Tra loro” è l’esercizio commosso di un ricordo sempre vivo e presente. La memoria del figlio Richard Ford messa a disposizione delle vite dei suoi genitori senza cedere in alcuna retorica nostalgica, bensì usando tutta l’onestà intellettuale possibile, creando un memoriale commovente ed umano.

Emergono difetti, nevrosi, passioni, tratti caratteriali aspri e dolcissimi, l’universo di una vita famigliare imperfetta uguale in tutto e per tutto alla nostra. Non si può fare a meno di piangere leggendo gli episodi intimi e sinceri con cui il Ford adulto descrive la sua esistenza accanto a loro.

La prima parte è dedicata alla figura paterna. Silenziosa, sempre indaffarata, mai soddisfatta di se stessa, criptica. Un padre morto prematuramente che, ancora oggi, Ford riesce a capire a fatica. La seconda tratta invece della madre, donna fragile e umana. Una persona che si è caricata la crescita del figlio con determinazione e carattere.

In salute e in malattia

“I nostri genitori ci legano intimamente, chiusi come siamo nelle nostre vite,
a una cosa che non siamo, creando una sorta di “separatezza congiunta” e un utile mistero, per cui anche quando ci troviamo insieme a loro siamo soli.”,
p. 76.

Due personaggi che hanno combattuto la vita con forza seppur attraverso comportamenti diversi e sfaccettati, in grado di completarsi a vicenda per il bene del loro figlio e per mantenere in vita la loro relazione. Fatta di un’intimità sussurrata, quasi impalpabile.

Ed è proprio la timidezza di questo affetto che coglie in pieno la difficoltà di tenere in piedi una famiglia. Il vero nocciolo del testo, problematica la cui vastità appartiene ad ogni singola persona nel mondo. Non conosceremo mai del tutto i nostri genitori, un’aura di mistero li circonderà per sempre. Eppure, in questo non detto, ci siamo noi. E tanto basta per imparare a vivere.

Traduttore: Vincenzo Mantovani – Editore: Feltrinelli – Collana: Universale economica – Anno edizione: 2018 – In commercio dal: 30 agosto 2018 – Pagine: 134 pp., ill., Brossura – Prezzo: 8 euro.

Vot.: 8/10.

Un ascolto/un’opera d’arte: Zucchero – Una carezza (2008); Jan van Eyck – Ritratto dei coniugi Arnolfini (1434).

Per approfondire l’autore

Leggete anche la mia recensione di:

Canada

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