Narrativa straniera, Recensioni
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Salvare le ossa, Jesmyn Ward e la violenza delle parole

salvare le ossa

Recensione del romanzo “Salvare le ossa” di Jesmyn Ward edito da NN Editore. Preparatevi ad essere devastati anche voi dall’uragano Katrina e dai personaggi di questo indimenticabile romanzo

Sono alla costante ricerca della narrativa pura, originale, che mi sappia rapire, sedurre, innamorare. Raramente ho avuto tra le mani pagine ricche di sentimenti e di dolore così intensi come in “Salvare le ossa” di Jesmyn Ward, edito da NN Editore. Una lettura profonda, crudele, violenta e distruttiva come l’uragano che fin dalle prime pagine viene evocato. Arrivata a fine libro mi sono sentita svuotata, terribilmente smarrita e frastornata.

“Salvare le ossa” è un grande romanzo americano, l’America dei più poveri, ai margini della grande società ricca e agiata. Dove essere di colore significa ancora essere discriminato. Dove le donne sono ancora considerate deboli. Questo è il Mississippi di Jesmyn Ward, una terra che a breve vedrà solo morte e distruzione.

Legherò i pezzi di vetro e mattone con lo spago e appenderò i frammenti sopra il letto, in modo che brillino nel buio e raccontino la storia di Katrina, la madre che è entrata nel golfo come una regina per portare la morte.

Dodici capitoli come i dieci giorni di attesa dell’arrivo dell’uragano Katrina e i due successivi vissuti da parte della famiglia Batiste. La scrittura della Ward, vincitrice per due volte del National Book Award, è affilata come un pugnale, delicata come una poesia. Un libro in cui il tema centrale è la lotta per la sopravvivenza, da parte di tutti e in tutte le sue forme.

I quattro fratelli Batiste – Randall, Skeetah, Esch e Junior – devono fare i conti con un padre alcolizzato e depresso, la mancanza della figura materna che grava sempre più nei loro cuori. Perennemente alla ricerca di amore, loro che sono stati esclusi dalla vita, dalla società dalla Grande America, troveranno affetto in un pitbull da combattimento, in grandi mani sudate, in un piccolo seme che crescerà pian piano.

A raccontarci cosa succede vicino la Fossa a Bois Sauvage è la giovane Esch, l’unica femmina in un mondo di uomini. La mamma è morta dando alla luce Junior, il suo fratellino. Esch nasconde, invece, la sua gravidanza, impaurita, spaventata e sopratutto sola. A darle coraggio ci pensa China, il pitbull candido come la neve di suo fratello maggiore Skeetah la quale, proprio a inizio libro, si trova intenta a partorire i suoi cuccioli. China vive con agonia la sua maternità presa da scatti violenti e distruttivi nei confronti dei piccoli, a momenti di puro amore materno. Per tutti i dodici giorni Esch guarderà interrogativa China, cercando di comprendere quale sia il significato di essere madre. L’intreccio vita, morte e rinascita ci accompagnerà pagina dopo pagina.

La distruzione

Per tutto il romanzo si respira la distruzione dell’uragano in arrivo: Katrina, infatti sarà una delle catastrofi naturali più violente degli ultimi anni. E non a caso ha un nome di donna. Se il mondo in cui Esch vive è costituito da uomini, le uniche voci femminili del libro hanno un ruolo distruttivo. In primo luogo proprio l’uragano. La ricerca di provviste, di assi per proteggere la casa, l’odore di pioggia che si fa sempre più vicino. Il lettore vive la stessa agonia e il terrore degli abitanti di Bois Sauvage.

La distruzione femminile la troviamo anche nella stessa China, un pitbull da combattimento feroce, amante del sapore del sangue e della morte. Il capitolo del combattimento tra i pitbull è particolarmente crudo e difficile da leggere. Allo stesso tempo l’amore smisurato tra Skeetah e il suo cane, è di una dolcezza infinita, rara da trovare e da vivere. Tutto l’affetto negato a questo giovane ragazzo, lui l’ha trovato nel suo cane.

In tutta questa violenza a vincere è proprio la speranza e la voglia immensa di amore.


“Salvare le ossa” è un romanzo profondo, difficile in alcuni punti proprio perché riesce a penetrare nell’animo del lettore e a squarciarlo con le sue storie e immagini evocate. Il titolo è evocativo: salviamoci, noi che abbiamo solo un corpo, che siamo stati sventrati dai nostri sentimenti più profondi. Recensire questo romanzo è stato difficile proprio per la portata emotiva che ha avuto su di me, Rapita dalla scrittura della Ward e allo stesso tempo inorridita e allontanata dalle scene descritte. Esemplare il lavoro di Monica Pareschi con la sua traduzione riuscendo a regalarci in pieno i sentimenti e le emozioni di Bois Sauvage.

salvare le ossa

Jesmyn Ward – Salvare le ossa

Titolo originale: Salvage the Bones
Editore: NN Editore
Genere: Narrativa moderno contemporanea
Prima edizione: 2011
Prima edizione italiana: 2018
Formato: Brossura
Pagine: 316 pp.,
Traduttore: Monica Pareschi
Prezzo: 19,00 euro
Voto: 8.5/10

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