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Chernobyl: una riflessione sulla serie TV

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Una personale riflessione sulla serie TV Chernobyl creata e scritta da Craig Mazin e diretta da Johan Renck. Qual’è il prezzo delle bugie?

Inquietante. Reale. Mostruosamente vera. La mini serie TV “Chernobyl”, prodotta dalla HBO, è uno schiaffo alla nostra realtà così come siamo abituati a viverla. Una delle serie che più ha fatto discutere. Già prima della messa in onda, si preannunciava come una delle serie TV migliori mai prodotte. Le aspettative sono state ampiamente rispettate, se non addirittura superate.

Finalmente si fa luce su uno dei disastri nucleari più devastanti della storia. Ma non solo. Finalmente viene resa pubblica la rete fitta di menzogne e bugie da parte del governo dell’ex Unione Sovietica dove insabbiamenti ed errori su errori causarono in parte ciò che successe quella fatidica notte del 26 Aprile 1986. Difatti, la Russia non ha gradito la serie TV annunciando che ne produrrà lei stessa una sul disastro di Chernobyl.

Opinione di un ragazzo Russo sulla serie tv della HBO sul disastro di Chernobyl

Qual’è il prezzo delle bugie“? Ce lo racconta con crudele realtà Craig Mazin in 5 episodi in cui si vive sulla propria pelle la disperazione e il dolore di essere totalmente impotenti di fronte all’orrore del disastro nucleare. Perché non puoi fare nulla quando vieni inondato di radiazioni. Nulla. O forse qualcosa il governo lo poteva fare?

La HBO ha dato nuovamente prova della sua superiorità in fatto di produzioni televisive. La serie TV “Chernobyl” non lascia indifferenti, non solo per il tema trattato, ma per come se ne è parlato. Scene forti, in alcuni punti è stato difficile tenere gli occhi aperti, ma tremendamente umane. A mio parere tutta la vicenda è stata raccontata in maniera estremamente umana, cercando di mettere in evidenza l’impatto del disastro sulle vite di tutti gli esseri viventi.

Questo è ciò che è successo. Quelle persone, quei morti, i bambini nati con malformazioni, il boom di cancro, il terreno e le acque avvelenate, gli animali radioattivi. E’ tutto reale. E la cosa più spaventosa è che potrebbe accadere nuovamente. Fa paura. Fa paura pensare come stiamo avvelenando il nostro pianeta e noi stessi. Ci stiamo uccidendo con le nostre mani. Per cosa poi?

Puoi approfondire il disastro di Chernobyl con la visione di questo documentario “Chernobyl – La storia siamo noi”

Rabbia. Ne ho provata tanta nel sentire le decisioni assurde dell’ex Unione Sovietica pur di non farsi vedere debole agli occhi dell’occidente. E mi son chiesta: se tutto questo fosse accaduto oggi, sarebbe stato diverso? Non penso. Basti vedere Fukushima e le tante bugie del governo giapponese. O alle tante scorie nucleari sepolte nel nostro suolo.

Io sono nata a fine ’88. Di Chernobyl ne ho sempre sentito parlare, ma per me era “l’incidente nucleare avvenuto in luoghi lontani”. Fu veramente solo quello anche per chi, come me, non c’era ancora nell’86? Spesso mi chiedo se le radiazioni non siano arrivate fino a noi, a nostri genitori. Sono innocue a 30 anni dal disastro? Lo saranno mai?

Tanti interrogativi, una certezza: la serie tv Chernobyl è un racconto che fa rabbrividire. Magistrale l’interpretazione di Jared Harris (Valerij Alekseevic Legasov) ed Emily Watson (Ulana Khomyuk). Mi è piaciuta molto la fotografia che risaltava i momenti drammatici dell’incidente. Nel complesso ho trovato questi 5 episodi inquietanti tanto da non poterne vedere più di una a serata. Sinceramente non so se l’accuratezza storica sia stata riprodotta al 100%, ma si nota un enorme lavoro dietro l’intera produzione.

Purtroppo ancora a 30 anni di distanza dal disastro, stiamo subendo i danni collaterali dell’enormi emissioni di radiazioni. Una serie TV come questa potrebbe far aprire gli occhi a tante potenze mondiali che utilizzano il nucleare. Il punto è: vorranno aprire gli occhi?

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Libraia, lettrice, forse scrittrice. Viaggio, fotografo, cucino, mangio tanto. Amo l'inverno, il tè, l'Oriente, i biscotti. Ho un cane salsiccia. Leggo, sorrido, vivo!

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