Classici greci e romani, Recensioni
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Satyricon (Petronio) – La risata miserabile della letteratura

Petronio - Satyricon

Senza freni, irridente, demistificatorio di difetti ed eccessi umani. Ci guarda curvo, con la sua maschera carnevalesca dipinta sapientemente, saltellandoci intorno in maniera scomposta, insopportabile perché è solo così che possiamo sforzarci seriamente di pensare, per poi ridere sui nostri problemi.

Il Satyricon è l’incarnazione cartacea di un saltimbanco d’altri tempi. Un giullare che ha fatto dei suoi difetti il motivo principale per rallegrare amaramente la vita e lenire le proprie sofferenze, le radici contorte da cui può nascere lo sforzo catartico per andare avanti, determinati e scherzosi.

Nei frammenti di un romanzo

Un libro che incarna letterariamente questo atteggiamento. Di esso non ne sappiamo molto. Lacunoso, imperfetto. Ci è stato tramandato da manoscritti discordanti che ci portano ad avere dubbi sull’identità dell’autore, sebbene la tradizione lo individui in Petronio Arbitro, scrittore e politico vissuto alla corte di Nerone.

Ed è questa ad essere lo sfondo ideologico delle azioni di Encolpio, Gitone e Ascilto? Può darsi, di sicuro i tre personaggi si aggirano dannati fra le strade di una romanità perversa, tragicomica ed animalesca compiendo peripezie che trovano il fulcro nella Cena Trimalchionis, vicenda che occupa gran parte del testo.

Un episodio fondamentale che rimarca pesantemente la deriva narcisistica e bulimica di una certa società romana, rappresentata impietosamente dall’enorme abbondanza dei piatti serviti a tavola e dalla grottesca ritualità del banchetto, simile ad un rito funebre più che a un semplice convivio.

Un illimitato sorriso

Il luogo del disprezzo e della satira. Verso chi? Liberti arricchiti, giovani dalla vita dissoluta e picaresca; poeti e filosofi di basso livello che si ergono a grandi intellettuali; donne senza scrupoli. La commiserazione non esiste taciuta da una voglia irrefrenabile di colpire la miseria umana che li/ci contraddistingue.

Da questo pesante strato di critica morale e sociale non saremo mai del tutto sovrastati, grazie a una scrittura sciolta e tutto sommato senza troppe pretese, capace di farci apprezzare le noie dell’esistenza mantenendo viva la sua totale presa in giro.

Curatore: Andrea Aragosti – Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli – Collana: Classici greci e latini – Formato: Tascabile – In commercio dal: 1 marzo 1995 – Pagine: 541 pp., Brossura – Prezzo: 11,90 euro.

Vot.: 7/10.

Un ascolto/un’opera d’arte: Daft Punk (feat. Pharrell Williams) – Get Lucky (2013); William-Adolphe Bourguereau – La giovinezza di Bacco (1884).

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