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Elogio della follia (Erasmo da Rotterdam) – L’amore irrequieto per la conoscenza

Erasmo da Rotterdam è lì, assorto nei suoi pensieri. Fra scaffali pieni di polvere e ricchi di libri, in un angolo, con il sole che delicatamente filtra da una finestra posandosi sulle pagine che sfoglia con calma e passione. Sarà un testo antico di filosofia oppure uno di poesia, possiamo solo immaginarlo. O, magari, si tratta di un libro che sta scrivendo. Di che natura, non lo sapremo mai.

È così che la mia fantasia pensa a questo fine umanista e polemista, un uomo che si rivolgeva al sapere con curiosità ed ammirazione, credendo fermamente in ciò che la conoscenza gli forniva. Insomma, un intellettuale di quelli che oggi rimpiangiamo. A tutto tondo, vivo e presente nel proprio tempo.

Contro la finzione intellettuale

A distanza di secoli un’opera come l’Elogio della follia potrà sembrare superata e stantìa. Innumerevoli filosofi, dopo Erasmo, hanno elaborato le loro importanti teorie sull’uomo usando tutto il loro talento, immergendolo dentro tempi più vicini al nostro sentire. Tuttavia non è così. Anzi, è esattamente il contrario.

Ci parla direttamente la Follia e lo fa con simpatia e causticità. Il nemico contro cui si scaglia è il vuoto di contenuti che i valori del suo tempo (siamo in età rinascimentale) paiono assumere giorno dopo giorno. Soprattutto nelle bocche e nelle opere di presunti sapienti che si beano di avere fra le mani le chiavi del mondo che li circonda. Da questa ipocrisia di fondo, la Follia elabora una sua idea di saggezza in rapporto al suo contrario.

L’Uomo non può fare a meno di lei e lei è strutturalmente presente in lui sin dai suoi primi vagiti. Fra riferimenti al Cristianesimo e alla cultura classica (oggetto di studio dell’epoca di Erasmo), il libro ci suggerisce che il malcostume dei cosiddetti potenti (di ogni ordine e grado) non può che essere combattuto tornando all’autenticità del messaggio evangelico, in cui i folli sono cari al Signore.

Criticare per esistere

Se c’è una lezione che possiamo trarre da questo testo è che non dobbiamo genufletterci, in maniera passiva, alle brame che il mondo ci offre. Occorre allenare, senza mai stancarsi, lo spirito critico affinché possiamo muoverci da persone razionali nelle violente tempeste senza senso della realtà. È questo il suo messaggio fondamentale, in netto anticipo sulle teorie illuministe.

Per amare il prossimo serve esercitare una costante forza morale, un sentire che deve portarci a capire noi stessi e gli altri con sincerità. La vastità di quel che vediamo quotidianamente dovrebbe evitare di produrre qualsiasi atteggiamento egoistico e prevaricatore. Il tutto con un pizzico di quella sana follia che ci aiuta a non essere travolti dall’assurdità delle cose.

Curatore: Eugenio Garin – Editore: Mondadori – Collana: Oscar classici – Anno ristampa: 2010 – Formato: Tascabile – Pagine: 132 pp. – Prezzo: 9 euro.

Vot.: 7,5/10.

Un ascolto/un’opera d’arte: Pink Floyd – Shine On You Crazy Diamond (1975); Vincent Van Gogh – Autoritratto con orecchio tagliato (1889).

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