Recensioni, Saggistica
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L’oppio del popolo (Goffredo Fofi) – In trincea per il Pensiero

“L’oppio del popolo” è un libro che fa male. Lo si percepisce subito, fin dalle prime pagine. Ed è un dolore esistenziale, prima che sociale e politico. Davanti a noi, non c’è soltanto un grande critico e giornalista italiano, dalla carriera prestigiosa; no, in queste pagine agili e pregne di idee, troviamo soprattutto l’uomo Goffredo Fofi. La Persona, la necessità di testimoniarlo nel senso più nobile del termine.

Lo scrittore umbro appartiene alla categoria dei veri intellettuali, quelli che non hanno paura di criticare costruttivamente ciò che hanno intorno (compresi se stessi), grazie a una grande padronanza argomentativa ed esperienziale in grado di analizzare, chirurgicamente, la società che li circonda in tutte le sue storture.

Ha ancora senso parlare di cultura?

È questa la domanda principale del libro. Tema più che mai attuale, vista la diffusione capillare dell’industria culturale nel nostro Paese, settore che muove notevoli quantità di denaro ma che, a detta di Fofi, non scuote le coscienze di coloro che fruiscono dei suoi servizi.

In un magma fatto d’apparenza e marketing, “[…] la cultura appare oggi come un campo di battaglia ancora possibile, ma fuori da ogni illusione di vittoria [..]”  (p. 11), in cui occorre sgomitare per combattere gli egoismi del capitalismo, il quale ha portato la stessa a svuotarsi del suo fine principale: sviluppare lo spirito critico per indirizzare l’individuo ad agire concretamente in favore del proprio e altrui benessere.

Un non pensare sconfortante, figlio di un’anestetizzazione logorante delle coscienze, ha condotto la cultura ad essere uno strumento subdolo, difficile da intuire, di cui i poteri forti si servono per addomesticare la società allo stato delle cose, relegandola, buona e apatica, in un angolo buio, dove l’impegno civile sembra non avere più senso.

Serve tornare a una cultura che responsabilizzi, che chiami in trincea tutti noi per salvare, hic et nunc, il suo tempo, che lo abbia a cuore pensandolo radicalmente, che lo svegli e lo tramortisca con la determinazione delle vere idee, le uniche che possono farci diventare, consapevolmente, cittadini del mondo.

In che modo?

Applicando un coraggio stoico, che non abbia paura di rimanere solo fra una massa di soli, per citare un’originale definizione presente nel testo. Solo così potremo tornare 1) ad occuparci, con umanità, dei più deboli e meno fortunati; 2) ad usare positivamente la cultura, per informarci e capire meglio ciò che c’è intorno; 3) a non dar retta alle mode e a creare individui consci dei loro limiti e delle loro possibilità.

Anche dire no è fondamentale. Anzi, solo i no possono davvero gettare le basi per un futuro solidale dove gli individualismi di basso livello (quelli che dicono io, io e sempre io), si trasformino in un noi maturo, più giusto e sincero. Umano.

Editore: Elèuthera – Collana: Caienna – Anno edizione: 2019 – In commercio dal: 18 luglio 2019 – Pagine: 166 pp., Brossura – Prezzo: 16 euro.

Vot.: 8/10.

Un ascolto/un’opera d’arte: Giorgio Canali & Rossofuoco – Carmagnola #3 (2011); Jacques-Louis David – Patroclo (1780).

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