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La cultura come diritto alla liberazione – Goffredo Fofi e Aboubakar Soumahoro a Materadio 2019

Sabato 14 settembre, nella cornice intima e graziosa dell’Auditorium “Raffaele Gervasio”, in Piazza Sedile, a pochi passi dalla Cattedrale e dal centro di Matera, all’interno degli eventi di Materadio (la festa che Radio3, ogni anno, celebra nella città dei Sassi attraverso eventi, conferenze e concerti), il celebre giornalista umbro Goffredo Fofi e il dirigente sindacale italo-ivoriano Aboubakar Soumahoro, si sono incontrati per discutere di diritti, cultura e Meridione.

A moderare il dibattito su “I Sud”, analizzato dalla kermesse dal 13 al 15 settembre in tutte le sue declinazioni, la conduttrice di Fahrenheit, Loredana Lipperini. Un dialogo acceso e stimolante, partito dalla figura del grande poeta lucano Rocco Scotellaro, dove entrambi gli intervistati hanno posto sul tavolo questioni scottanti e mai banali, filtrate da una grande preparazione teorica ed esperienziale.

Goffredo Fofi e l’Italia meridionale fra problematiche e possibilità di riscatto

Il Sud inizia ad entrare nella vita di Fofi fin dalla più tenera età. Già a 13 anni, l’intellettuale lesse Carlo Levi, innamorandosi via via anche del cinema, delle figure di Totò e di Raffaello Matarazzo, i cui film, all’epoca, erano molto diffusi. Un contesto culturale umile ma vigile, dal quale seppe emanciparsi grazie alla cultura. Anni in cui dal Sud Italia si emigrava verso il Nord con la speranza di migliorare la propria condizione economico-sociale.

Ed è qui che inizia il rapporto strettissimo fra Fofi e Scotellaro, incontro letterario e umano iniziato dalla lettura di “Contadini del sud” e proseguito con la militante presenza accanto ai più deboli, a cui il giornalista ha sempre dedicato attenzione personale. Categoria mai estintasi, ma diffusa ancora oggi in un’Italia meridionale spopolata e senza infrastrutture di rilievo, dove i più giovani partono per studiare o lavorare e chi rimane, deve sbattere contro una realtà dura, spesso irriconoscente, povera di una visione ampia e concreta di welfare, l’unica politica che può creare davvero occupazione nei suoi territori.

Rocco Mazzarone, medico di fama internazionale; Rocco Scotellaro, esempio purissimo dell’intellettuale organico di stampo gramsciano; Manlio Rossi-Doria, economista e politico attento ai problemi del Meridione; il già citato Carlo Levi, scrittore che ha donato, con la sua esperienza personale, una visione della Basilicata ancora insuperata per schiettezza e empatia. Sono questi i quattro personaggi che Fofi indica come suoi punti di riferimento indispensabili per capire la gravosa condizione sociale che colpisce il Meridione italiano. Ma non è il solo.

Aboubakar Soumahoro: lottare con la cultura.

Aboubakar Soumahoro, da tempo impegnato nella lotta per i diritti dei migranti e dei nuovi braccianti, rincara la dose con stile e profondità intellettuale, affermando come la cultura debba essere strumento in grado di trasformare la libertà data dall’istruzione, in libertà reale, concreta.

Come? Interrogando il presente per non lasciarci sopraffare dalla velocità dei processi socio-culturali che, se non interiorizzati correttamente, portano, col tempo, all’alienazione dell’individuo. Parole dure, sincere, che hanno come obiettivo quello di responsabilizzarci già a livello politico, per difendere il bene comune.

Serve, prima di tutto, sindacalizzare i diritti, renderli accessibili a persone che non sono consapevoli di averli. Creare alleanze solidali fra più categorie sociali, dalle quali il singolo può emergere imponendo, con educazione e contenuti, il proprio punto di vista. Solo in questo modo si sarà capaci di combattere coscientemente affinché venga realizzata la dignità di ognuno di noi.

Per approfondire leggete anche la mia recensione de

“L’oppio del popolo”

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