Viaggiare tra le parole
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Myanmar: 8 libri sulla Birmania da non perdere

Birmania libri

8 consigli di libri sulla Birmania per conoscere e immergersi nelle atmosfere di questo affascinante Paese asiatico.

Da qualche anno ho una mia piccola tradizione: prima e dopo aver visitato un Paese mi piace leggere romanzi lì ambientati o scritti da autori del posto.
E così è successo anche per il Myanmar. In questo articolo vi propongo 8 libri sulla Birmania per respirare a pieno la cultura e le atmosfere del Paese asiatico.

L’arte di ascoltare i battiti del cuore – Jan – Philipp Sendker.

Il primo libro che vi propongo tra i consigli di libri sulla Birmania è un romanzo delicato, evanescente come la spiritualità di quei luoghi. Si tratta de “L’arte di ascoltare i battiti del cuore” di Jan – Philipp Sendker.

“A Kalaw, una tranquilla città annidata tra le montagne birmane, vi è una piccola casa da tè dall’aspetto modesto, che un ricco viaggiatore occidentale non esiterebbe a giudicare miserabile. Il caldo poi è soffocante, così come gli sguardi degli avventori che scrutano ogni volto a loro poco familiare con fare indagatorio. Julia Win, giovane newyorchese appena sbarcata a Kalaw, se ne tornerebbe volentieri in America, se un compito ineludibile non la trattenesse lì, in quella piccola sala da tè birmana. Suo padre è scomparso. La polizia ha fatto le sue indagini e tratto le sue conclusioni. Tin Win, arrivato negli Stati Uniti dalla Birmania con un visto concesso per motivi di studio nel 1942, diventato cittadino americano nel 1959 e poi avvocato newyorchese di grido… un uomo sicuramente dalla doppia vita se le sue tracce si perdono nella capitale del vizio, a Bangkok. L’atroce sospetto che una simile ricostruzione della vita di suo padre potesse in qualche modo corrispondere al vero si è fatto strada nella mente e nel cuore di Julia fino al giorno in cui sua madre, riordinando la soffitta, non ha trovato una lettera di suo padre.

La lettera era indirizzata a una certa Mi Mi residente a Kalaw, in Birmania, e cominciava con queste struggenti parole:
“Mia amata Mi Mi, sono passati cinquemilaottocentosessantaquattro giorni da quando ho sentito battere il tuo cuore per l’ultima volta”.

Di questo romanzo esiste anche un seguito – “Gli accordi del cuore” – ma non vi inserisco la sinossi perché altrimenti vi rovinerei parte del primo libro.

Giorni in Birmania – George Orwell

La seconda scelta non poteva non ricadere su George Orwell “Giorni in Birmania”. Infatti Orwell trascorse un periodo di 5 anni in Birmania come poliziotto della Polizia Imperiale Indiana.
“Questo testo è il primo romanzo scritto da Orwell. Protagonista è il trentacinquenne John Flory, mercante angloindiano di legname che, insofferente ai codici di comportamento dei sahib bianchi e attratto dalla cultura orientale, si muove a cavallo tra due mondi senza riuscire a trovare una propria collocazione e, privo della forza morale necessaria per ribellarsi alla comunità bianca, rimane frustrato dagli inevitabili compromessi.” Probabilmente il libro sulla Birmania perfetto da leggere durante il viaggio.

Un documentario per approfondire alcuni scritti di Orwell ambientati Birmania (Inglese)

Il segreto del vecchio monaco e altre fiabe birmane – Jan – Philipp Sendker

Sempre dell’autore de “L’arte di ascoltare i battiti del cuore”, è “Il segreto del vecchio monaco e altre fiabe birmane”.
“Dal 1995 Jan-Philipp Sendker ha visitato svariate volte la Birmania e, mentre faceva ricerche per i suoi romanzi bestseller “L’arte di ascoltare i battiti del cuore” e “Gli accordi del cuore”, si è imbattuto in numerosi racconti e fiabe. Queste commoventi storie parlano della ricca mitologia dei diversi popoli della Birmania, della spiritualità del genere umano e del profondo impatto sociale del pensiero buddista. Alcune di queste favole sono tanto bizzarre che, per l’autore, è stato difficile classificarle o identificare in esse una morale, mentre altre gli hanno ricordato le fiabe della sua infanzia, con l’unica differenza che qui i protagonisti sono scimmie, tigri, elefanti e coccodrilli, al posto di ricci, asini o oche. La loro morale assomiglia a quella delle favole dei fratelli Grimm o di Hans Christian Andersen, dimostrando come tutte le culture attingano a una saggezza universale per creare i loro miti.”

Cronache birmane – Giusi Delisle

In “Cronache birmane”, esattamente come in “Cronache di Gerusalemme”, Guy Delisle accompagna la moglie Nadège in missione per Medici senza Frontiere: i due insieme al figlio di pochi mesi, vero protagonista di questo graphic novel, trascorrono più di un anno in Birmania ai tempi della dittatura militare, vivendo le stesse difficoltà della popolazione vessata dal regime. Vicino di casa di “The Lady”, com’è chiamata Aung San Suu Kyi allora agli arresti domiciliari, Delisle scopre una società oppressa ma anche un popolo aperto e generoso. Buddismo e dittatura militare, paesaggi selvaggi e templi meravigliosi, monaci in processione e drogati di eroina, Aids e miniere, monsoni e Ong per un altro reportage del canadese dalla matita pungente e poetica.

Perché i pesci non affoghino – Amy Tan

Tra i consigli di libri sulla Birmania ho deciso di includere anche questo romanzo della scrittrice sino americana Amy Tan.

“Si può continuare a essere vivi anche da morti? Evidentemente sì, dato che questo è successo a lei. Bibi Chen, un’antiquaria di origini cinesi, è morta a San Francisco in circostanze misteriose. Bibi ricorda tutto, ma non il proprio decesso, sul quale indaga la polizia. Bibi vede tutto, compreso il proprio funerale e gli amici affranti, fra cui i dodici che avrebbe dovuto guidare in un viaggio culturale in Cina e Birmania da lei stessa organizzato. Bibi sente tutto, a tratti anche i pensieri altrui. Sono “i doni del Buddha”, quasi una compensazione della fisicità perduta. I dodici amici decidono di partire ugualmente e Bibi li accompagna, aleggiando sui loro passi, a loro insaputa, proteggendoli come può. Costretti a lasciare la Cina prima del previsto per i guai provocati dalla loro ignoranza di turisti occidentali privi di una guida adeguata, arrivano in Birmania e, la mattina di Natale, si verifica un altro evento strano e inquietante: undici dei dodici viaggiatori s’imbarcano per una gita sul Lago Inle e spariscono.

Mescolando con abile ironia la dimensione metafisica di un io narrante post-mortem al realismo quanto mai attuale del sequestro dei turisti, alle storie personali dei protagonisti – il playboy onesto, l’ingenua attivista dei diritti umani, l’ipocondriaca -Amy Tan tesse un romanzo che, sotto l’apparente bonomia, non risparmia nessuno: né l’autoritarismo dei regimi illiberali né l’individualismo narcisistico del nostro mondo.”

Il palazzo degli specchi – Amitav Ghosh

“Nel novembre del 1885, quando giunge a Mandalay, Rajkumar ha undici anni e lavora come aiutante e garzone su un “sampan”. Dopo aver risalito l’Irrawaddy dal golfo del Bengala, la sua barca si è dovuta fermare per riparazioni e il ragazzino indiano si è spinto per un paio di miglia nell’entroterra ed è arrivato nella capitale del regno di Birmania.

Vi è arrivato nei giorni della fine del regno. La casa reale ha chiamato i sudditi a combattere contro gli eretici e i barbari kulan inglesi, per difendere l’onore nazionale e “avviarsi sul cammino che conduce alle regioni celesti e al Nirvana”. Ma gli inglesi hanno la più grande flotta che abbia mai navigato un fiume, cannoni che possono abbattere le mura di pietra di un forte, fucili a retrocarica, mitragliatrici a ripetizione, e tre battaglioni di sepoy temprati da mille battaglie. L’esercito birmano si è disintegrato, i soldati sono fuggiti sulle montagne con le armi, due ministri hanno fatto a gara nel tenere sotto sorveglianza la famiglia reale, e il popolo di Mandalay si è riversato nel palazzo reale saccheggiando e mettendo a soqquadro ogni cosa. Rajkumar si aggira ora nel vastro atrio al centro della cittadella, in quello che tutti chiamano il Palazzo degli specchi, con le sue pareti di cristallo lucente e i soffitti rivestiti di specchi. L’esito finale del regno e della famiglia reale birmana, sarà l’inizio della fortuna di Rajkumar.”

L’accordatore di piano – Daniel Mason

Nell’autunno del 1886, l’accordatore di pianoforti Edgar Drake riceve una strana richiesta dal Ministero della Guerra britannico: deve lasciare la sua tranquilla vita londinese per trasferirsi nella giungla birmana, dove un raro esemplare di pianoforte Erard necessita del suo intervento. Il pianoforte appartiene al colonnello medico Carroll, comandante di un avamposto dell’esercito inglese in una zona sperduta e ostile della Birmania. Nel suo viaggio attraverso l’Europa, il Mar Rosso e l’India, l’accordatore incontra strani e coloriti personaggi, ladri e profeti, militari, e
soprattutto una giovane birmana, misteriosa e affascinante, che conosce da vicino l’enigmatico Carroll.

Liberi dalla paura – Aung San Suu Kyi

Tra i libri sulla Birmania non poteva mancare se anche qualcosa su Aung San Suu Kyi, nonostante i problemi internazionali con la questione della presunta strage dei Rohingya. Essendo stata una pagina importante per la storia del Paese, ho qui deciso di includere uno dei suoi scritti.

Una raccolta di scritti di Aung San Sun Kyi, la coraggiosa dissidente birmana – Premio Nobel per la Pace 1991 – nuovamente incarcerata dal regime al potere nella primavera 2003, insieme con l’intero gruppo dirigente del suo partito. Il ritratto di un personaggio straordinario, guida elettiva di un popolo del Terzo Mondo nel difficile cammino verso la libertà e l’autodeterminazione.


Questa è la mia personale selezione di libri sulla Birmania che mi sento di consigliare a tutti i curiosi di questa affascinante e lontana cultura.

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Libraia, lettrice, forse scrittrice. Viaggio, fotografo, cucino, mangio tanto. Amo l'inverno, il tè, l'Oriente, i biscotti. Ho un cane salsiccia. Leggo, sorrido, vivo!

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