Poesia, Recensioni
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Tutte le poesie (Salvatore Quasimodo) – Gli anfratti luminosi delle parole

Ho in mente una luce abbagliante, forte di una luminosità irruenta. Si dipana con determinazione risultando, al tempo stesso, restia nel suo manifestarsi. Le parole di un grande poeta assumono queste caratteristiche quando sanno fondersi con l’enormità della vita che raccontano, senza risultare ampollose o artificiose.

Nelle poesie di Salvatore Quasimodo si avverte tutto questo fra silenzio, tragedia e risoluta cognizione del Creato nell’animo umano, quasi quest’ultimo fosse l’unico “luogo” preposto ad accogliere le sue immense contraddizioni traslate nelle prime raccolte fino agli scritti giovanili poco conosciuti.

Di pietra e parole

La poesia di Quasimodo è fatta di pietra, sabbia, cieli densi di fumo e splendenti di un sole che colloquia con le parti più oscure della propria ombra notturna, diventando essa stessa estensione di uno spirito errabondo, che fa dell’amore il cuore (forse l’ansia di dirti una parola prima che si richiuda ancora il cielo, da Lettera) del suo peregrinare mai scontato ma sempre inquieto.

Giorno dopo giorno, La vita non è sogno, La terra impareggiabile, sono le raccolte che più hanno colpito il mio immaginario portandomi a percorrere un cammino dove la natura si risveglia cupa ed umbratile destata dai sensi dell’Uomo e quest’ultimo è egli stesso pietra, odore, terra bagnata e polvere acre da respirare.

Sullo sfondo le infinite consuetudini della Storia, sempre presente in Quasimodo, quasi fosse un pozzo di parole e azioni da cui ha attinto l’essenza della sua letteratura. La poesia può astrarsi ma non del tutto, per rimanere vittima di un me stesso brucato dal patire che m’asserena, profondità d’amore (da Vita nascosta), intriso di una realtà sfuggente ma concreta.

Voci senza sogno

Quasimodo è un poeta dal sussurro ferino, dal romanticismo mai melenso ma colto nel suo essere nel mondo in ogni sua stortura e amplesso costruiti sull’ignoto senso di una vita a cui si guarda con distante partecipazione, quasi lontana nei sentieri che traccia con rapace abnegazione.

Una vita fuori dal sogno? Può darsi ma tesa a raggiungerlo nonostante tutto attraverso una scrittura semplice, seppur figlia di una cultura personale importante, pregna della tradizione letteraria greco-romana e di un gusto particolare per quella lirica che trasforma i versi in voci e suoni vicini alla commedia tragicomica della nostra esistenza.

Curatore: Gilberto Finzi – Editore: Mondadori – Collana: Oscar moderni – Anno edizione: 2017 – Formato: Tascabile – In commercio dal: 13 marzo 2017 – Pagine:  594 pp., Brossura – Prezzo: 15 euro.

Vot.: 10/10.

Un ascolto/un’opera d’arte: Olivia Sellerio – Lu Jornu ca canatavnu li manu (2015); Ferdinando Scianna – I siciliani (1977).

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