Narrativa italiana, Recensioni
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Ricordati di me, Emanuele Bosso

ricordati di me

Recensione del romanzo d’esordio di Emanuele Bosso edito da GM Press. Una storia profonda sul desiderio di paternità

Alcune storie arrivano nella propria vita quando abbiamo più bisogno di risposte o di valutare una nostra situazione dall’esterno. Con “Ricordati di me” di Emanuele Bosso è successo proprio questo: arrivato in un momento particolare in cui avevo bisogno di un confronto. Un romanzo delicato e profondo su un tema di cui si parla poco: la mancata paternità.

Al giorno d’oggi fare figli non è più l’obiettivo principale di una coppia. Come diventare madre non è più considerato lo scopo ultimo della donna. La maternità è, come giusto che sia, una decisione soggettiva e decidere di non diventare madre non rende la donna in questione peggiore di chi invece lo diventa. Ma come viene vissuta la mancanza di diventare padre?

Le domande e i dubbi si sono poggiate sulla mia vita. Mi tormentano l’anima. Mi nascondono il futuro.
Riuscirò mai a trovare la pace? Riuscirò a ricostruirmi una vita? Potrò mai avere un figlio?
Sono tre domande alle quali non ho trovato risposte. Ho preferito tenermi dentro le paure. Le ho raccolte e confinate in un angolo, nascondendole sopratutto a me stesso.


Emanuele Bosso, nel suo libro d’esordio “Ricordati di me”, racconta il punto di vista maschile sul desiderio di diventare genitore.
Protagonista è Gabriele, da poco separato dalla moglie Silvia. Gabriele decide di allontanarsi da Napoli per cercare di riprendere in mano la sua vita e si trasferisce nel paesino di Rocca San Felice. Qui incontra Leonardo, un bambino a cui manca la figura paterna. Tra i due si instaura da subito un legame speciale. Basterà questo per spazzare via i fantasmi e i dolori del passato dalla vita di Gabriele?

“Ricordati di me” si divide in tre parti: la narrazione presente dove Gabriele cerca di rimettersi in piedi, la storia al passato tra Gabriele e la moglie Silvia, ed infine un piccolo scrigno di profondità e sentimenti chiamato “raccolta di emozioni”. Queste tre parti riescono a intrecciarsi al meglio rendendo la narrazione scorrevole e coinvolgente.

Credo che esista un momento, impercettibile e silenzioso, in cui una coppia riesce a sentire che ha toccato il fondo, che l’amore e tutto ciò che li teneva uniti è quasi scomparso e loro sono scivolati piano verso il basso, senza riuscire a fermarsi, allungando le mani e non trovando nessun appiglio.
E allora, nel buio del fondo, circondati dal niente assoluto,provano a rialzarsi, a tendersi le mani ancora una volta, ancora un’ultima volta.

Il romanzo ha dei buoni spunti di riflessione. Primo fra tutti la stabilità di una coppia anche se dovesse venire meno un figlio. È davvero necessario diventare genitori per sentirsi realizzati sia come individui che come coppia? Sappiamo fin da inizio romanzo che tra Silvia e Gabriele la mancanza di un figlio ha decretato anche la fine della loro storia. Eppure, nell’andare a ritroso nella loro relazione, Bosso fa notare come esistevano altri problemi tra i due giovani. Ho trovato interessante l’analisi di come un matrimonio apparentemente solido e basato su un amore sincero, si sia man mano sgretolato. È un riflesso più che mai attuale di tante coppie. C’è più che mai bisogno di solide basi e di costruire sempre, giorno dopo giorno, la vita di coppia.

L’ossessione di avere a tutti i costi un figlio senza vivere il rapporto di coppia in maniera serena ha divorato tutto ciò che di buono esisteva nella coppia Gabriele-Silvia. Per avere solo 23 anni, Emanuele Bosso è riuscito in pieno a descrivere le dinamiche delle coppie e i loro problemi principali.

Un altro spunto interessante di “Ricordati di me” è il percorso di rinascita e di crescita di Gabriele dopo aver preso consapevolezza che probabilmente non sarà mai padre. Mi è piaciuto leggere questo punto di vista maschile, in quanto normalmente si parla sempre di maternità mancata. Gabriele cerca di rimettersi in gioco con se stesso, affrontando i suoi problemi e dandosi una possibilità. E’ un ottimo esempio di come non bisogna mai lasciarsi sconfiggere dalle situazioni negative e di come la vita ha sempre in serbo sorprese.

“Ricordati di me” è un libro che si fa voler bene (si può voler bene a un libro? Secondo me sì e questo ne è la prova!). E’ un primo romanzo, Emanuele Bosso ha tutte le carte in regola per scrivere e può sicuramente migliorare ancora nello stile di scrittura. Ma l’ho trovato estremamente piacevole. Penso che “delicato” sia l’aggettivo, a mio avviso, più adatto per definirlo. Un romanzo realistico sulle problematiche oggettive delle coppie, ma che lascia comunque un bel messaggio di rinascita e speranza. E poi devo dire che è sempre bello leggere uno scrittore maschio così pieno di dolcezza e di sentimenti delicati!

Punti forti del romanzo

  • il tema: poco affrontato in letteratura, ma estremamente interessante ed attuale;
  • ben caratterizzato il personaggio di Gabriele;
  • ci sono delle immagini e riflessioni profonde;
  • romanzo ben strutturato;
  • narrativa scorrevole;

Punti deboli del romanzo

  • essendo un primo romanzo, si nota in alcuni punti la scrittura acerba di Bosso, il quale, però, ha tutte le possibilità per migliorare ancora!

Emanuele Bosso Ricordati di me

Emanuele Bosso – Ricordati di me

Titolo: Ricordati di me
Editore: GM Press
Genere: Narrativa moderna e contemporanea
Prima edizione: 2019
Formato: Brossura
Pagine: 214 pp.,
Prezzo: 15 euro
Voto: 8/10

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Libraia, lettrice, forse scrittrice. Viaggio, fotografo, cucino, mangio tanto. Amo l'inverno, il tè, l'Oriente, i biscotti. Ho un cane salsiccia. Leggo, sorrido, vivo!

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