Recensione del romanzo “Stoner” di John E. Williams edito da Fazi: il romanzo perfetto di una vita imperfetta
Se dovessi parlarvi della trama di “Stoner” di John Williams basterebbero poche righe in quanto William Stoner non è altro che un uomo mediocre, con una vita abbastanza noiosa, una famiglia totalmente ordinaria. Eppure “Stoner” è un capolavoro. Una rara perfezione di narrativa dove la vita qualunque di un uomo ordinario diventa straordinaria. Com’è possibile? Ebbene, John Williams è riuscito a trasportare su carta le mille sfumature dell’animo umano avente come protagonista proprio uno di noi. Un essere umano qualunque che non fa altro che vivere. Infondo, la vita in sé è meravigliosa.
Come dice Cameron nella prefazione “ La verità è che si possono scrivere pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria”. E “Stoner” è proprio uno di questi ultimi. Ma chi è William Stoner? Nato nei primi anni del Novecento americano da una famiglia modesta di contadini, Stoner si iscrive all’università dove coltiva la passione per gli studi letterari fino a diventare docente universitario. Ha un solo amico, si sposa, ha una figlia, la sua carriera non decolla, il suo matrimonio diventa sempre più infelice. Questo è a grandi linee il romanzo (ovviamente ho tralasciato appositamente alcuni aspetti per non rovinare la lettura).
Era arrivato a un’età in cui, con intensità crescente, gli si presentava sempre la stessa domanda, di una semplicità così disarmante che non aveva gli strumenti per affrontarla. Si ritrovava a chiedersi se la sua vita fosse degna di essere vissuta. Se mai lo fosse stata. Sospettava che alla stessa domanda, prima o poi, dovessero rispondere tutti gli uomini. Ma si chiedeva se, anche agli altri, essa si presentasse con la stessa forza impersonale.
Ciò che questo romanzo mi ha lasciato è una sensazione di malinconia e di tenerezza allo stesso tempo. La maniera in cui l’autore riesce ad andare in profondità nell’animo del protagonista è magia allo stato puro. Ho provato un’immensa tenerezza per questo professore di mezza età che si sente tanto perso e tanto afflitto dalla vita. Mi sono rispecchiata nelle riflessioni, nelle domande, nei momenti di sconforto di Stoner. Mi ha fatto riflettere, piangere, considerare quanto siamo complessi nella nostra semplicità.
A quarantatré anni compiuti, William Stoner apprese ciò che altri, ben più giovani di lui, avevano imparato prima: che la persona che amiamo da subito non è quella che amiamo per davvero e che l’amore non è una fine ma un processo attraverso il quale una persona tenta di conoscerne un’altra.
Un racconto reale, ricco di dettagli che ci trasportano nella classe di Stoner, tra i muri della sua infelicità domestica, nella sensibilità del suo animo. Una narrativa diretta, poetica, adatta a chi ama le belle storie di vita. Mi ha ricordato molto Kent Haruf e le sue storie ambientate a Holt, in Colorado. “Stoner” è un romanzo che mi sento di consigliare a tutti coloro che hanno voglia di emozionarsi, immergersi nella bellezza e difficoltà della vita e abbia voglia di conoscere questo professore americano che potrebbe essere il papà di tutti noi.
Punti forti del romanzo
- Narrazione sublime;
- storia che rapisce;
- romanzo molto profondo;
- vi rimarrà nel cuore con la sua semplicità
Punti deboli del romanzo
- per me non ce ne sono.
Un interessante articolo su 7 curiosità su Stoner

John Williams – Stoner
Titolo originale: Stoner
Editore: Fazi
Genere: Narrativa moderna contemporanea
Prima edizione: 1965
Prima edizione italiana: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 350
Traduttore: Stefano Tummolini
Prezzo: 15 euro
Voto: 10/10
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