Narrativa straniera, Recensioni
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Quattro madri, Shifra Horn

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Recensione del romanzo “Quattro madri” di Shifra Horn edito da Fazi: quattro generazioni di donne si intrecciano con la storia di Gerusalemme

Mi sono letteralmente INNAMORATA di questo romanzo! Scelto dalla libreria di casa un po’ per caso per la tappa sul Medio Oriente de #ilgirodelmondoin12letture, “Quattro madri” di Shifra Horn mi ha conquistata. Una storia delicata con un pizzico di realismo magico dove l’universo femminile è il vero protagonista. E’ un romanzo che guiderà il lettore mano nella mano nei vicoli stretti di Gerusalemme, per conoscere la sua storia e le sue tradizioni.

Trama

“Quattro madri” racconta la storia di quattro generazioni di donne durante l’ultimo secolo a Gerusalemme. Amal, appartenente alla quinta generazione, è disperata poiché il marito, dopo la nascita del primo figlio, se n’è andato senza lasciare traccia. Al contrario sua madre, sua nonna e sua bisnonna si rallegrano dell’evento: la nascita di un maschio sano significa, infatti, che la lunga maledizione che pesava sulla loro stirpe è finita e non ci sarà più nessuna figlia femmina a ereditarla. Per consolarla, le donne raccontano ad Amal la storia di questa maledizione e la rassicurano sul suo destino e su quello di tutta la famiglia.

Una famiglia di donne straordinarie: Mazal, l’orfana, dal cui matrimonio segnato dalla sciagura prende il via la maledizione; la bellissima Sarah, sua figlia, dai bei capelli dorati simbolo del suo potere taumaturgico; la figlia di Sarah, Pnina Mazal, la cui capacità di conoscere i pensieri degli altri è fonte insieme di gioia e dolore; e infine Gheula, madre di Amal, un’idealista dall’intelligenza penetrante, pronta a impugnare la causa di ogni diseredato. Epico, commovente e appassionante, Quattro madri, che ha per sfondo le tormentate vicende della Palestina e dello Stato di Israele, è un capolavoro narrativo, misterioso e fantastico, ricco di realismo magico da fiaba e di folclore da leggenda.

Tutta la storia parte dalla nascita del figlio maschio di Amal che, secondo la bisnonna Sarah, dovrebbe mettere fine alla maledizione delle donne della loro stirpe. Amal è confusa e non capisce. Sa solo che il marito l’ha abbandonata proprio dopo il parto e la sua amata bisnonna Sarah è morta poco dopo aver visto il nipotino. La curiosità spinge Amal a cercare le sue risposte in un passato lontano attraverso foto ingiallite e sbiadite.. Ripercorriamo anche noi la storia di queste quattro donne: Mazal, Sarah, Pnina Mazal e Gheula. Una storia fatta di sacrifici, di poche scelte in quanto donne, di doversi sempre reinventare e combattere contro pregiudizi e malelingue. Attraverso le loro vite ci immergiamo in una Gerusalemme lontana di fine ‘800 e ripercorriamo con loro tutta la storia di questa antica città.

Infatti tra le righe di “Quattro madri” è quasi possibile sentire il dolce profumo dell’acqua di rose preparata da Sarah, il gusto dei piatti tipici ebraici, i paesaggi dove l’ocra della terra si mescola al blu del cielo, le mille lingue e popoli del porto di Jaffa. “Quattro madri” racconta anche la guerra sulla terra d’Israele e i tempi in cui quello era il luogo del Medio Oriente dove le grandi religioni – cristianesimo, Islam e ebraismo – vivevano in pace tutte insieme. La storia sarà sempre in secondo piano rispetto la trama principale, ma è stata una scelta che ho apprezzato così da potermi immergere di più tra i tanti personaggi e assaporare meglio le bellissime descrizioni di vita quotidiana.

A volte, quando mi sentivo intrappolata e soffocata dalle pareti che avevo intorno, ricostruivo la mia vita dal punto in cui era rimasta congelata, da dove era impossibile procedere in avanti. Da questo punto camminavo a ritroso, passo dopo passo, nel corridoio scuro dei miei ricordi, controllando di nuovo le porte che avevo irrevocabilmente chiuso alle mie spalle e quelle che mi erano state sbattute in faccia.

Tra le quattro donne protagoniste emerge la figura di Sarah, una donna bellissima diventata quasi una leggenda. Sarah un po’ si ribella alla figura canonica della donna ebraica devota al marito ed estremamente religiosa. Lei decide di vivere a pieno la sua vita lasciandosi abbracciare da un amore impossibile e diventando lei stessa indipendente a livello economico (situazione rara se pensiamo all’Israele di inizio ‘900). Ma allo stesso tempo è colei che più di tutte ha dovuto portare sulle spalle e nel cuore il dolore per le ingiustizie subite fin da piccola. C’è un pizzico di magia nella vita di Sarah così come in sua figlia Pnina Mazal e il lettore non può che restarne estasiato.

Conosco molto poco la storia di Israele, ma mi è sembrato di capire che all’interno della storia e religione ebraica esistono quattro figure femminili – Sara, Rebecca, Rachele e Lea – le quali hanno contribuito a creare l’idea di donna, madre e moglie nella visione ebraica. Si potrebbe quasi trovare un collegamento sottile con le quattro protagoniste di Shifra Horn. Specialmente la figura di Sara, una donna straordinariamente bella anche da anziana (il libro “Le matriarche” di Catherine Chalier ne parla).

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Gli uomini sembrano quasi del tutto assenti in “Quattro madri”. Eppure ci sono e le loro scelte silenziose hanno inevitabilmente cambiato la vita delle protagoniste. La loro presenza è meno preponderante perché questo voleva essere un romanzo a omaggio delle donne e del loro piccolo mondo. Ho amato la storia d’amore tra Sarah ed Edward – figura non del tutto negativa come potrebbe sembrare inizialmente – così come ho sofferto per Pnina Mazal. Forse l’unica nota negativa è che avrei preferito un approfondimento maggiore su Gheula: secondo me le è stato dato meno spazio mentre le sue vicende sono estremamente interessanti per il periodo storico in cui accadono.

“Quattro madri” è un libro adatto a chi ha voglia di lasciarsi coccolare da una dolce storia tra le storie, vuole conoscere qualcosa in più di Gerusalemme e della sua vita e ha voglia di diventare amico con queste splendide protagoniste.

Punti forti del romanzo

  • lo stile della Horn è coinvolgente;
  • belle e reali le descrizioni della vita di Gerusalemme e dei suoi abitanti;
  • ben costruiti i personaggi di Sarah e Pnina Mazal;
  • ho apprezzato quel tocco di realismo magico: ha reso la lettura ancora più piacevole

Punti deboli del romanzo

  • forse Mazal e Gheula sono state descritte meno rispetto Sarah e Pnina Mazal;
  • avrei voluto leggere qualcosa in più dei rapporti tra Palestina e Israele

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Shifra Horn – Quattro Madri

Titolo originale: Arba Imahot
Editore: Fazi Editore
Genere: narrativa moderna e contemporanea
Prima edizione: 1996
Prima edizione italiana: 2000
Formato: brossura
Pagine: 368 pp.,
Traduttore: Sarah Kaminski
Prezzo: 17,50 euro

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