Rubriche, Viaggiare tra le parole
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Libri che restano: le parole del Sud. Viaggio sentimentale nel mio mondo Laterza

Una storia del cuore e della mente

Un vero lettore, oltre che dai libri, non può prescindere la sua esistenza da coloro che li producono: le case editrici. Fin da piccolo, sono sempre rimasto affascinato dalle copertine dei testi che leggevo, sulle quali, quasi con timore, passavo le mie mani, cercando di capirne la consistenza o ripercorrendo con le dita i loro disegni, quasi fossero delle strade che la mia mente attraversava per arrivare chissà dove.

Ruvide, rigide, delle volte sottilissime e fragili, come l’anima delle parole degli autori che contengono. Ed era impossibile non innamorarsi di alcune di loro. Fra le tante, ho sempre avuto una predilezione verso quelle dell’editore Laterza, che contenevano e contengono tutte queste caratteristiche. Casa editrice pugliese, meridionale come me, dalla forte vocazione saggistica, incline all’approfondimento analitico e alla voglia di chiarire gli aspetti più problematici della realtà che ci circonda.

Questa mia particolare inclinazione, non è soltanto dovuta alla tipologia dei suoi libri ma, anche e soprattutto, alla sua storia, a ciò che con la sua esperienza di vita è riuscita a costruire a cavallo di due secoli, l’Ottocento e il Novecento, in un contesto difficile come quello del Sud Italia dove, ancora oggi, leggere sembra essere più un’arte rara che la prassi quotidiana di chi voglia realmente conoscere ed interpretare le complessità della vita.

Il compito della cultura

Davanti ad alcune di esse e alla loro atrocità, parrebbe facile chiudersi, costringersi alla violenza verbale, smettere di conoscere ed abbracciare una sorta di barbarie intellettuale che con gli strumenti dell’ignoranza, sminuisca il significato delle nostre esistenze. Ecco perché ci sono i libri, ecco perché assumono un ruolo essenziale le case editrici. Senza di loro sguazzeremmo nel mare torpido della banalità.

Laterza appartiene a questa cerchia ristretta di presìdi culturali in grado di abbinare la competenza dei grandi intellettuali come Benedetto Croce alla voglia dei suoi responsabili di creare cultura, di farla colloquiare con il suo territorio di riferimento, creando una comunità e un’identità ben precise, aperte al mondo ma radicate dentro la loro storia.

Mi riconosco in tutto questo e rivendico la volontà di porre la mia anima dentro determinati baluardi intellettuali senza i quali non sarei l’uomo di adesso, figlio di un Meridione ancora troppo lontano dai confini di una modernità (semmai, per l’epoca attuale possa ancora valere una simile definizione) in cui editori come Laterza sono essenziali per leggere la nostra società, se stessi, e così cercare di cambiarli in meglio.

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