Narrativa italiana, Recensioni
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“Io sono Gesù” di Giosuè Calaciura

Io sono Gesù
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Recensione del libro “Io sono Gesù” di Giosuè Calaciura. La vicenda di un uomo al di là della fede e della storia

Figlio della terra e del cielo

Essere uomini, semplicemente. Impastarsi della realtà, della sua polvere marcia e dei suoi cieli luminosi. Farlo con tutto se stessi, fino alla fine dei propri giorni, per lasciare una traccia, qualunque cosa possa servire a testimoniare con quanta intensità abbiamo vissuto. E il Gesù di Calaciura lo sa bene. Ne ha piena coscienza e vuole costruirsene una a partire dagli sforzi quotidiani che ognuno di noi fa per sopravvivere. “Io sono Gesù” è quindi un libro che racconta la vicenda di un uomo al di là della fede e della storia.

Siamo lontani da ogni tipo di riferimento teologico. Non ci sono discorsi della montagna né parabole da raccontare. Non ci sono nemmeno discepoli e i miracoli non sono altro che quelle azioni che ci permettono di superare le avversità della vita. Gesù è un bambino, un ragazzo, un giovane uomo come ce sono tanti nel mondo. Nato da una madre che bambina lo ha dato alla luce e cresciuto da un padre che scompare nel nulla lasciandolo irrimediabilmente solo nei momenti più importanti della sua crescita.

La sua è una storia feroce, fatta di fatica, sudore, tensioni, rabbia. Sì, il Gesù di Calaciura è anche capace di provare risentimento, contorcersi per la gelosia, arrivare a lambire anche il suicidio di fronte al pesante fardello interiore che lo affligge fin da piccolo, un peso che non riesce a capire e che lo dilanierà fino alle ultime pagine del libro. “Io sono Gesù”, un titolo che riflette in pieno quanto quest’uomo si ponga costantemente davanti a se stesso, riflettendo sulle sue azioni, ammettendo errori e compiendone altri, perché siamo fatti così anche noi e non possiamo che esserlo per tutta la vita.

Cercando Dio

Gesù è un ragazzo inquieto. Si muove senza pace, come se gli mancasse sempre qualcosa. Si sporca le mani col lavoro di suo padre, lavora il legno con cura, nervatura dopo nervatura. Decide di farlo perché è nella fatica che si riesce ad affermare ciò che si è veramente, a darsi un’identità, a ritrovare le sue radici. “Padre, perché mi hai abbandonato?”, ripete costantemente, perché mi hai lasciato solo in una terra malvagia? Perché non sei qui a darmi una mano?, parafrasando ancora quella domanda che la fede ci ha tramandato nel corso dei secoli.

Ma non è un padre ultraterreno. No, non si tratta di una divinità persa nelle eternità dei cieli. È solo Giuseppe, l’uomo che si è preso il peso di un figlio che non vede mai come il suo e che abbandona per l’incapacità di accettare questo destino. Gesù lo sa, se ne rende conto in una disperazione all’interno della quale cerca speranza. Con lui, una madre attenta e silenziosa, in grado di aspettare le assenze improvvise del figlio con la pazienza che nasce dall’avere davanti una perenne solitudine che fin da bambina porta con sé. “Io sono Gesù”, sembra sempre ripetere inconsciamente davanti a lei questo ragazzo, sono io e nessuno potrà mai impedirmi di non esserlo.

È questa l’umanità dell’uomo. Sincera e tremenda. Incontrovertibile. Gesù sa di essere fatto di sangue e carne; nel profondo serba, però, la tensione verso una presenza oscura, mai evidente. Sa di essere speciale, ma cosa lo rende tale? Di sicuro la sua storia personale, i suoi incontri. Ma non basta. Ho avvertito abbastanza nettamente tutto questo nel personaggio di Calaciura. Uomo fra gli uomini, artefice del suo destino eppure proteso verso l’alto, una dimensione a cui non sa dare una spiegazione e che solo lui potrà conoscere col passare del tempo. Se solo vorrà.

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“Io sono Gesù” racconta con dolcezza la vicenda di un ragazzo sovrano e vittima di se stesso. La racconta tenendo a mente la ferocia della vita e dando ad essa tutto il palcoscenico che merita, come fa Gesù quando, in alcune pagine del libro, recita nella compagnia di Barabba. Perché alla fine siamo tutti degli attori e indossiamo delle maschere. Senza dimenticare che è solo lo spirito a farle definitivamente cadere.

  • Editore: Sellerio Editore Palermo
  • Collana: Il contesto
  • Anno edizione: 2021
  • In commercio dal: 4 febbraio 2021
  • Pagine: 288 pp., Brossura

Parola/Segnalibro: #io.

Un ascolto/un’opera d’arte: Nick Cave and The Bad Seeds – Jesus Alone (2016); Pier Paolo Pasolini – Il Vangelo secondo Matteo (1964).

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