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Lombardia: un viaggio fra natura e cultura

Lombardia: un viaggio fra natura e cultura
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Lombardia: un viaggio fra natura e cultura alla scoperta di città, borghi e paesaggi unici nella loro bellezza

Un’immersione totale nella natura. Fiori, alberi, piante di ogni genere con intorno cieli dalle prospettive infinite e dagli umori volubili. La Lombardia è simile ad un immenso giardino curato in ogni dettaglio, dove si avverte la capacità dell’uomo di tenere a bada la crescita prorompente della natura grazie ad un’applicazione quotidiana basata su una manutenzione che non esito a definire un vero e proprio esercizio di eleganza e passione. Quasi si stesse avendo cura di un bambino appena nato, a cui si cerca di dare le basi giuste per affacciarsi sul mondo. Per me, vivere in questi mesi in Lombardia, è stato un viaggio fra natura e cultura seppur non mosso da ragioni turistiche.

Almeno non all’inizio. Sono arrivato in Lombardia ad ottobre chiamato per la mia prima supplenza. Tensione, emozione, dubbi su quanto effettivamente potessi dare di mio a dei ragazzi che vedevo per la prima volta. Tutto questo mi ha accompagnato nei giorni precedenti la partenza e in quelli successivi quando, approdato a Varese, ho cercato di mettere tutto l’impegno possibile per capire cosa effettivamente significasse insegnare al di là di ogni studio personale, propedeutico a questa carriera bella ma complessa.

Lombardia: un viaggio fra natura e cultura
Lombardia: un viaggio fra natura e cultura

Ad ottobre Varese, come gran parte dell’Italia, era sferzata dal freddo e dall’inquietudine legata al Covid-19. Una città che lottava e lotta tuttora per continuare la vita di sempre. Cosa mi colpì subito di quest’angolo posto quasi all’estremo nord della Lombardia? Da cosa rimasi affascinato? Varese è una città che non si lascia scoprire immediatamente. Soltanto vivendola riesci a coglierne la graziosità dei suoi particolari storici e naturalistici. Si rivela all’occhio gradualmente, fino a spogliarsi del tutto quando comprendi che il fascino di alcune città non sta tanto nel suo essere belle al primo impatto, ma è nascosto nelle pieghe architettoniche che la compongono.

Varese è stata così e lo è ancora adesso che, in piena primavera, sta man mano sbocciando sotto il sole di giugno. Il centro storico fatto di piazzette, vicoli, ville antiche in cui piacevolmente perdersi e ritrovarsi durante il cammino; i Giardini Estensi, abbaglianti nel loro essere il simbolo di una storia che aveva a cuore la valorizzazione della natura. Non si può prescindere da questi luoghi se si vuole conoscere una città del genere sebbene una spiccata vocazione architettonica legata al mondo industriale, in certi casi, paia ottenebrare tutto questo. Cosa in parte vera e in parte no.

Se lo splendore nascosto è un po’ la caratteristica di Varese, lo stesso, invece, è manifestato con chiarezza in tutto quello che circonda la città. Mi riferisco a borghi bellissimi come Sesto Calende, dove la caoticità dei ritmi urbani svanisce percorrendo le sponde di un Lago Maggiore che contorna, con la brillantezza delle sue acque, un paesaggio costruito a misura di uomo e bambino. E allora, non mi stupisce che nel varesotto abbia vissuto un intellettuale come Gianni Rodari, la cui poetica dell’infanzia mi accompagna ancora oggi anche quando vedo parchi costruiti affinché i più piccoli possano esprimere la loro creatività. Sesto Calende è una cittadina che abbina dolcezza e bellezza, in una Lombardia dove i laghi sono l’orizzonte in cui riflettersi.

Non si può capire questa regione se non partendo da essi, da quanto turismo venga fatto quotidianamente valorizzando le loro enormi risorse. Come accade ad esempio a Stresa, seppur sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, meta di scrittori importanti come Hemingway che lì c’era passato durante la Prima guerra mondiale e da cui era rimasto stregato. Le Isole, infatti, Borromee sono un universo dentro un altro universo. L’isola Bella, soprattutto. Un luogo fermo nel tempo, immobile, dove il vocio e i passi di chi la percorre si rivelano accorti, quasi a non volerne disturbare la quiete dovuta a secoli di memoria storica.

La Lombardia e il suo nord-ovest sono anche fatti di confini, limiti che si compenetrano l’uno con l’altro fino a disfarsi del tutto quando si decide di varcarli. Stresa ne è la testimonianza lampante. Da questa imprescindibile consapevolezza si deve partire per viaggiare in questa regione, polmone economico e verde d’Italia, da apprezzare camminando, passo dopo passo, con occhio attento e spensierato, senza dimenticarsi di far battere il cuore su ogni particolare del suo paesaggio.

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