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C’era due volte, Franck Thilliez

c'era due volte

Recensione del thriller “C’era due volte” di Franck Thilliez edito da Fazi. Il Re francese del mistero ci regala un nuovo rompicapo..

Care lettrici e cari lettori, Franck Thilliez è riuscito ancora una volta a farmi totalmente perdere la testa! Divorato, amato, odiato.. “C’era due volte” è il mio thriller droga del 2021. E devo dire che Thilliez ha dato il meglio di sé. Penso sia difficile parlare di questo libro senza fare spoiler, quindi inserirò in questa prima parte i motivi per cui consiglio di leggerlo, e dopo la sinossi, una parte di spoiler puro e libero.

c'era due volte

Franck Thilliez- C’era due volte


Titolo originale: Il était deux fois
Editore: Fazi Editore – Darkside
Genere: Thriller
Prima edizione: 2020
Prima edizione italiana: 2021
Formato: brossura
Pagine: 500 pp.,
Traduttore: Federica Angelini
Prezzo: 18,50 euro

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Se non hai ancora letto “C’era due volte”, te lo consiglio perché..

Innanzitutto, se non avete letto “Il Manoscritto”, allora è meglio valutare se iniziare da “C’era due volte”. Per quanto ne dica Thilliez, c’è tutto de “Il Manoscritto” dentro a questo libro. Quando dico tutto intendo anche il finale. La cosa migliore sarebbe leggerli uno di seguito all’altro per capire esattamente dettagli, intrichi, e personaggi che ritroverete in questo secondo volume. Detto questo, lo stile di Thilliez è molto coinvolgente. Riesce a creare atmosfere e thrilling come pochi. Qui è anche più chiaro – oddio… forse chiaro è un aggettivone – sulle dinamiche e sui personaggi. Mette dei punti (apparenti) a le situazioni e alle storie. Quindi avrete un thriller con un finale esplicito (ehm, ehm, forse..).

Ho amato il gioco da folle di testa che Thilliez ha obbligato noi lettori a seguire e fare. Questo è secondo me il suo grande punto di forza, come scrivo in ogni recensione dei suoi libri: sa far giocare il lettore con la sua storia. Bisogna prendere appunti, segnarsi numeri, parole, nomi.. e se lo si farà… abracadabra, il mistero è svelato, almeno secondo Thilliez. Per ciò è un libro che va letto quando avete davvero il tempo per mettervi e farvi assorbire da tutta la storia. Altrimenti si rischia di perdere il filo. Ma, c’è un ma. Alcune scene sono particolarmente crude. Potrebbero infastidire alcuni lettori non abituati al macabro. Inoltre è un libro che lascia tanti, ma tanti dubbi. Purtroppo rischiano di rimanere senza risposta se non con la pubblicazione di un terzo libro.

Questo è sicuramente un thriller adatto se avete amato il genere de “Il Manoscritto”, avete il blocco del lettore, volete scervellarvi nel risolvere enigmi

Trama

Nel 2008, in un piccolo paese di montagna, il tenente Gabriel Moscato è alla disperata ricerca della figlia, diciassettenne piena di vita scomparsa da un mese. Uniche tracce la sua bicicletta, i segni di una frenata e poi più nulla. Deciso a indagare sull’hotel due stelle dove la ragazza aveva lavorato l’estate precedente, Moscato si stabilisce nella stanza 29, al secondo piano, per esaminare il registro degli ospiti. Legge attentamente ogni pagina, prima di addormentarsi, esausto dopo settimane di ricerche infruttuose.

All’improvviso, viene svegliato da alcuni suoni attutiti. Quando si avvicina alla finestra, si rende conto che piovono uccelli morti. E ora è nella stanza 7, al pianoterra dell’hotel. Si guarda allo specchio e non si riconosce; si reca alla reception, dove apprende che è il 2020 e che sono dodici anni che sua figlia è scomparsa: la memoria gli ha giocato uno scherzo crudele. Quello stesso giorno il corpo di una giovane donna viene trovato sulla riva del fiume Arve…

Se hai già letto “C’era due volte” e vuoi confrontarti sul finale..

Parto col dire che qui non leggerete qualcosa di certo, perché sinceramente non sono sicura nemmeno io di aver capito alcuni punti. Ma partiamo dai dati concreti: la frase ottenuta da ogni prima lettera di ogni capitolo: “Lo scrittore Caleb Traskman è vivo e forse voi lo avete incontrato tra queste pagine”. Se inoltre avete letto il vero finale de “Il Manoscritto” contenuto a fine di questo libro, sembrerebbe che Caleb sia effettivamente vivo e che qualcun altro sia morto al suo posto (chi? boh!). Perché ricordiamo che in “C’era due volte” viene esplicitamente detto che tutte le risposte alle nostre domande sono contenute ne “Il Manoscritto”.

Assumendo questo per vero, chi è allora Caleb? Come e in che punto lo abbiamo incontrato? Un indizio che abbiamo è che Caleb si sia suicidato sparandosi, quindi volto irriconoscibile, ed è stato identificato attraverso il DNA. Perciò al suo posto deve per forza essere morto il suo gemello. Tutto sembrerebbe condurre a Gabriel: ha un’amnesia di 12 anni e ha un’ossessione per Julie. Quindi, Gabriel, fratello gemello di Caleb, a questo punto ucciso e sostituito da Caleb.. avrebbe senso? Inoltre, nel capitolo in cui Gabriel incontra l’ultimo componente della setta, questo gli ride in faccia, come se lo conoscesse già. Il che ritornerebbe se fosse Caleb, essendo anche lui un componente di questa setta.

Però non si spiegano due punti: il primo è che se Caleb e Gabriel fossero davvero fratelli gemelli, Julie avrebbe avuto una relazione con suo zio. Uno zio identico a suo padre? Il secondo punto è che Paul vede effettivamente una foto di Caleb, ma non sembra sconcertato dalla somiglianza con Gabriel, cosa alquanto strana. Un altro personaggio che secondo me potrebbe rivelare qualcosa è Esquimet, il ragazzo dell’obitorio che si butta giù. Perché quelle scritte? Perché tormentava la moglie di Gabriel?

Non so se rileggendo “Il Manoscritto” potrei effettivamente trovare risposta a tutte queste domande. Secondo me DEVE esserci un terzo libro, proprio per capire come/dove/perché abbiamo incontrato Caleb in “C’era due volte”.

Voi cosa ne pensate? Avete elaborato altre idee su Caleb e su tutti gli enigmi lasciati da Thilliez? Fatemelo sapere nei commenti!

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